In fieri_dissolvenza del divenire

 

 

“Quel privilegio che non dura e in cui abbiamo, nel breve istante del ritorno, la facoltà di assistere bruscamente alla nostra assenza” Marcel Proust

Qualcosa è già accaduto

Il nero divora lo spazio. Una luce-tempo, fioca, illumina uno spazio vuoto. Vuoto ma non privo di qualcosa. Un frammento di mare ghiacciato pende sul vuoto, il cui disgelo si perpetua nello spazio attraverso il ritmo di una goccia, amplificata nel suono, che si ripete nel suo divenire. È presente una traccia, la traccia di un corpo che è divenuto assenza.
Un luogo già vissuto o da vivere?

L’assenza di un presente che sfugge sempre a sè stesso, assistendo secondo dopo secondo, lacrima dopo lacrima, respiro dopo respiro, alla nostra morte.

Qualcosa sta accadendo

Un’altra luce-tempo accarezza un frammento di corpo, immobile nel suo tempo e vulnerabile. Anche sopra di esso esiste un pendolo di mare ghiacciato. La goccia si fa strada sul corpo, disegnando la sua traccia, scaturendo dei movimenti, non naturali, non fluidi, impercettibili
e indefinibili, dando vita ad un corpo sonante, un suono ripetitivo
ma mai uguale a sé stesso.

Un altro spazio, un’altra luce-tempo prende vita, un altro pendolo di ghiaccio detta lo scandire del tempo con la sua goccia. Lentamente, un altro frammento di corpo si rivela, la cui morfologia non è definibile. Anch’esso va in cerca di quella goccia che lo disseta. Il mare fossile entra nell’uomo, plasma quel frammento di corpo, in potenza, che gradualmente si svela nel proprio tempo e con il proprio suono.

Qualcosa accadrà

Azione sommatoria. Il suono diventa più presente, più dinamico, gradualmente si satura, si stratifica evocando un Kaos primordiale.
La relazione tra ghiaccio, goccia, corpo, suono si intensifica maggiormente. Tutto cambia, i corpi iniziano a svelarsi con un altro tempo,
con una dinamica che li rende ansimanti, affannosi.
Iniziano a far propria quella goccia sempre più frequente.
Un corpo che prima era pietra, ora prende vita tramite quel processo inverso di far ritornare il mare dentro di esso.
Un ritorno alle origini, alla nascita, alla creazione.

Installazione / Performance 2019
DiD Studio, Fabbrica del Vapore Milano

Julian Soardi – ideazione / visual artist / performer
Gloria Dorliguzzo, Greta Cisternino – performer
Jacopo Buda, Ilaria Lemmo – sound designer
Marco De Francesca – voce
Ayanta Noviello – visual artist / light designer